U SCAPPILLINU
L’Intagliatore della pietra

Macine, mortai, vaschette in pietra, capitelli e decori per ricchi palazzi ma anche semplici lastroni per marciapiedi, venivano sapientemente scolpiti da questo artigiano.

Lavorava la pietra con pazienza e passione. Era un operaio specializzato che ha lasciato il segno della sua opera in porte, finestre, balconi, fontane, etc. Basta girare per i paesi e le città per capire quanta parte avesse questo artigiano nelle costruzioni di un tempo.

C’erano degli scalpellini che sfioravano l’arte, capaci di scolpire su di un masso di pietra dei rosoni molto belli e raffinati oppure delle figure.

Ma il lavoro dello scalpellino non era solo finalizzato all’edilizia, molte erano le sue opere: macine per mulino o frantoio, contenitori per cibo e acqua per gli animali, abbeveratoi, e tante altre cose la cui materia prima era la pietra.

Oggetti caratteristici: martelli e scalpelli di varie misure e alcuni pezzi finiti.

Tradizione:

Cu travagghia chi manu è manuvali,

cu travagghia chi manu e ca testa è mastru,

cu travagghia chi manu, ca testa e cu cori è n’artista.

(Chi lavora con le mani è operaio,

chi lavora con le mani e la mente è artigiano,

chi lavora con le mani, la mente e il cuore è artista.)