U SPIZZIALI
Il Farmacista

Gli Speziali, oltre a preparare essi stessi le medicine su prescrizione dei medici, vendevano le erbe, le droghe e le spezie necessarie alla preparazione dei medicinali, che i medici si volevano preparare da soli. Ma le ‘spezie’ erano usate anche per scopi alimentari. Per cui si deve credere che la bottega dello speziale fosse frequentata non solo da chi necessitava di medicine per gli infermi, ma anche da coloro che usavano le spezie per insaporire le loro vivande.

Gli speziali smerciavano anche profumi ed essenze e i colori per tintori e pittori. Vendevano inoltre la cera per le candele, il sapone, lo spago, la carta da scrivere e l’inchiostro. Insomma se si dovesse fare un raffronto con l’epoca moderna, la bottega dello speziale era un po’ un insieme di farmacia, di profumeria, di pasticceria, di mesticheria e di cartoleria. Fatto sta che dalla vendita di tutte queste merci derivava grande prosperità economica per lo speziale ed il suo era considerato uno dei mestieri più redditizi. La sua bottega, era tra le più ricche, è per questo che al Parco Museo Jalari, lo “Speziale” è senz’altro la bottega più raffinata.

Oggetti caratteristici: un microscopio, mortai di varie misure, una bilancia di precisione e varie ampolle in vetro.

Tradizione:

Cu avi saluti e libbirtà è riccu e non lo sa.

(Chi ha salute e libertà, è ricco e non lo sa.)