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Lungo i viali di Jalari, 42 botteghe custodiscono oltre 15.000 reperti tutti originali, (catalogati dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina), pezzi ormai unici, che hanno ritrovato il loro posto originario per scandire il ritmo della storia. All’interno di casette in pietra, le officine di lavoro rivivono grazie agli arnesi posti a dimora da mani esperte di quegli uomini e donne che un tempo li hanno utilizzati, regalando la suggestione di una bottega ancora viva. Da qui anche la realizzazione di una biblioteca contenente documenti cartacei ed audiovisivi sull’etnografia aperta a tutti i giovani per stesura di tesi, per ricerche scolastiche e culturali. Jalari custodisce anche un ricco patrimonio immateriale che si concretizza attraverso una raccolta completa di proverbi e l’annuale attuazione di sagre ed eventi folcloristici.
U Scapparu  (il calzolaio)
Info Generali: Colui che fabbricava ed aggiustava scarpe sandali e stivali. Rappresenta insieme al barbiere punto d’incontro del paese

Oggetti caratteristici: Le forme in ferro ed in legno e particolari forme a vite utilizzate per allargare le calzature

Tradizione: Di chiddu chi vidi, pocu nnà cridiri, di chiddu chi senti, non ha cridiri nenti
particolare della bottega (le tomaie)
particolare della bottega (le tomaie)
U Scappellinu  (lo scalpellino)
Info Generali: macine mortai vaschette in pietra,capitelli e decori per ricchi palazzi ma anche semplici lastroni per marciapiedi venivano sapientemente scolpiti da questo artigiano.

Oggetti caratteristici: martelli e scalpelli di varie misure e alcuni pezzi finiti

Tradizione: cu travagghia chi manu è manuvali,cu travagghia chi manu e ca testa è mastru, cu travagghia chi manu ,ca testa e cu cori è n\'artista
interno bottega
interno bottega
U Spiritaru  (estrazione d\'olio essenziale dagli agrumi)
Info Generali: .: L’estrazione degli oli essenziali dagli agrumi fu per molto tempo una delle principali fonti di guadagno per l’economia della provincia di Messina e di Barcellona in particolare. In dialetto siciliano “U Spiritaru “ era colui che estraeva dagli agrumi l’essenza alcolica custodita dai pori delle bucce. mestiere ormai scomparso, particolarmente caro ai titolari del Parco, legato ai ricordi più belli, quelli dell\'infanzia perché l\'estrazione delle essenze alcoliche delle arance, era l\'occupazione del loro padre.

Oggetti caratteristici: I coltelli affilatissimi ,con cui venivanotaglite le arance, i “rasteddi”, particolari cucchiai uncinati ed affilati utilizzati per togliere la polpa dalle bucce, la “cunculina“ contenitore di terra cotta sul quale si poggiavano le spugne “sponze” attraverso l’ausilio di un legnetto “ligneddu” sulle quali si sfregavano le bucce per far fuoriuscire l’essenza e le “ramere” contenitori in rame dove venivano custoditi gli oli essenziali prima della vendita.

Tradizione: All’opira si canusci lu mastru.
particolare della bottega (le cunculine)
particolare della bottega (le cunculine)
U Spiziali  (il farmacista)
Info Generali: mescolando varie erbe medicamentose componeva unguenti e medicine.

Oggetti caratteristici: un microscopio,mortai di varie misure, una bilancia di precisione e varie ampolle in vetro

Tradizione: Cu avi saluti e libbirtà è riccu e non lo sa
U Stagnataru  (lo stagnino)
Info Generali: Era colui che costruiva e riparava pentole provvedendo anche a zincare le pentole di rame per impedirne la tossicità

Oggetti caratteristici: La forgia l’incudine il martello e vari oggetti finiti.

Tradizione: Cu cancia a vecchia ppà nova, sapi chiddu chi lassa e non sapi chiddu chi trova
© Copyright 2006 Parco Museo Jalari - Project: Ni.Gi. Studio